2008 E Polis
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E Polis - 18/12/2008
Torino Rock City Giancarlo Bertelle |
Guida alle bands musicali torinesi
Speciale di due pagine dedicato ai Fratelli Sberlicchio
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E Polis - 18/12/2008
Torino Rock City Giancarlo Bertelle |
Guida alle bands musicali torinesi
Speciale di due pagine dedicato ai Fratelli Sberlicchio
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28/08/2008 – www.sciclinews.com
I Fratelli Sberlicchio, taroccatori di hits da superclassifica Socrathe |
Loro sono i Fratelli Sberlicchio, piemontesi, demistificatori del “sacro” rock e del “divino” pop, maestri indiscussi di parodie musicali, tarocchers, ovvero, taroccatori di hits da superclassifica.
L’ultima vittima è la gettonatissima Signora delle cassiere a singhiozzo, la xfarmata Giusy Ferreri e il suo tormento-ne “non ti scordar mai di me”, che per i fratelli del verso diviene “non scorderò l’inguine”.
Se fossi qui con me questa sera,
sarei felice ma tu non sai,
sarebbe meglio far la ceretta,
sono più pelosa che mai..
farei anche ameno della lametta,
che l’indurisce,
come tronchi per la segheria,
con una passata fai pulizia,
lo strappo poi cancellerà,
e tutto liscio poi sarà,
non scorderò l’inguine..
Ancor prima della palermitana Giusy, Francesco Renga, Piero Pelù, gli intoccabili Tokio Hotel, ed i Negramaro, hanno ben collaudato la scimmiottatura dei fratelli Sberlicchio.
Il gruppo gira tutta la penisola presentando il loro esilarante spettacolo, una vera e propria “colonia sonora”. Sono ospiti quasi fissi dello show Sciambola!! di “Radio DJ”.
Il segreto del loro successo? La presa in giro del tormentone quasi in contemporanea con l’uscita ufficiale del disco, e la parodia del video, poco più che uguale all’originale.
Basta con le chiacchiere!
Due cuori solitari si trovano in rete, chattano, si desiderano, decidono d’incontrarsi. Guardate il video, non voglio anticiparvi nulla.
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La Stampa - 17/02/2008
Sa(n)remo trash Paolo Ferrari |
I Fratelli Sberlicchio su Radio Deejay prendono in giro le canzoni del Festival
Le sorti del prossimo Festival di Sanremo non si giocheranno soltanto al Teatro Ariston.
Sotto la Mole è in cantiere infatti un’operazione parallela dissacrante e un po’ trash, in perfetto stile Fratelli Sberlicchio: durante la settimana della kermesse in riviera, il gruppo torinese fornirà al programma “Sciambola” di Radio Deejay una pillola di quattro minuti incaricata di mettere alla berlina le canzoni teletrasmesse la sera precedente.
Il gioco si svolse lo scorso anno a Hiroshima Mon Amour, in diretta sul palco; un buon successo. Ora il salto di qualità, dal momento che l’emittente diretta da Linus tocca al pomeriggio ascolti record a livello nazionale. Se ne sentiranno delle belle.
Paladini del “mash-up”, la tecnica di sovrapposizione tra brani differenti nata nel sottosuolo della cultura dance inglese, gli Sberlicchio avranno il compito di smascherare tutto ciò che nella gara canora puzzerà di plagio, come spiega il leader, Max Bellarosa: “Lo scorso anno c’erano somiglianze imbarazzanti. Il ritornello della canzone di Al Bano era uguale all’inno russo, e così è nata la nostra ‘Albanoff’; e quello di Facchinetti dei Pooh con Dj Francesco ricordava un po’ troppo da vicino la canzone con cui pochi anni prima aveva vinto Povia. Per non parlare di Fabrizio Moro, addirittura premiato per un brano quasi identico a ‘Mi fido di te’ di Jovanotti.
Gioco tutt’altro che semplice, dal momento che occorre una conoscenza enciclopedica della musica leggera nazionale; e tour de force mica da ridere: “Lavoreremo tutta la notte, poi si dormirà la mattina fino al primo pomeriggio, dopodichè presenteremo il pezzo del giorno in collegamento telefonico con Albertino e i suoi colleghi della radio. Lui ci ha scoperti per caso, grazie alla nostra versione demenziale di “Parlami d’amore” dei Negramaro, e da quel momento ha preso a trasmettere a valanga le nostre produzioni”. Un catalogo di videoclip quantomeno bizzarro, quello della band con sede ai Docks Dora, dove avverranno anche le registrazioni festivaliere.
“Cambio direzione” di Francesco Renga è diventata “Cambio posizione”, “La glaciazione” dei Subsonica è mutata ne “La manutenzione”, “+ Stile” di J-Ax è sul loro sito “Il badile”. E il contagiri viaggia: da soli questi tre brani, che sono gli ultimi messi in circolazione, valgono 250.000 contatti attraverso l’ormai irrinunciabile Youtube.
E anche l’atteggiamento degli artisti presi di mira è cambiato: “All’inizio storcevano il naso, ora hanno capito e apprezzano. Renga ha messo il link del video direttamente sul suo sito, i Negramaro ci hanno telefonato per farci i complimenti, i Subsonica sono impazienti di vedere le loro canzoni parodiate, J-Ax è entusiasta. Sta diventando un trend, ci imitano anche a Napoli, dove qualcuno ha inciso una ‘Toda joya, toda munnezza’ sul tema di Roy Paci. Con i Linea77 andremo oltre, incideremo ‘Il mostro’ in una versione alla pari, sarà una provocazione antielettorale leggera e paradossale, guai a prenderci troppo sul serio”.
Per ora è alle porte il Festival di Sanremo, e la squadra di musicisti satirici si è rinforzata con l’ingresso in pianta stabile del cantante performer locale Jason, già eroe del video “Parlami d’amore remix”. Le canzoni in gara sono top secret, esclusi i nomi dei partecipanti e i titoli dei brani. Bisognerà quindi aprire bene le orecchie a partire da lunedì sera, anche se qualche tentazione già si affaccia: ”Ci sono due gruppi pop-punk, i Finley e i Melody Fall; una sovrapposizione stile Melody Finley potrebbe starci”.
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La Stampa - 10/01/2008
Suonare in libertà Paolo Ferrari |
Nelle prospettive del giovane gruppo approdato all’incisione del demo e passato per la trafila dei concorsi, alcune tappe rimangono simili a quelle delle generazioni precedenti. La ricerca di una casa discografica, per cominciare.
A Torino e provincia operano molte etichette locali attente a quanto si muove nel sottosuolo. L’esempio più appassionato di militanza indipendente è quello della Toast Records, attiva dal 1985 a suon di punk, new wave, rock d’autore e blues e animatrice del cartello Audiocoop Piemonte, che due volte al mese nelle sedi Fnac presenta nuovi dischi e video inediti, ma discute anche di legge sulla musica e burocrazia. Dopo la fase di rodaggio, infatti, band e cantautori hanno bisogno di un salto di status: bisogna incidere brani con standard professionali, iscriversi alla Siae per tutelarli, munirsi di agibilità Enpals per esibirsi in pubblico. Alla Società degli Autori ci si associa con 220 euro all’anno e si incassano i diritti per i brani eseguiti dal vivo in proporzione al prezzo del biglietto e alla capienza della sala. Per l’Enpals, la finanziaria ha inserito l’esenzione per gli artisti dilettanti che non superino i 5000 euro annui di introito, mentre per gli altri i proprietari di locali e gli organizzatori sono soggetti al versamento dell’aliquota previdenziale per i lavoratori dello spettacolo.
A monte, incidere un disco di dodici canzoni con sound al passo con i tempi costa dai 6000 euro in su, considerando due settimane in studio qui e il mastering finale, che di solito si fa a Milano.
Tornando alle etichette, ciascuna è sinonimo di un filone: a Torino, la Bliss è specializzata in dance, la CDF in pop, la Dracma in metal, la Felmay propone world music, la Electromantic ha il cuore progressive rock, la Locomotiva punta sui cantautori, L’Amico Immaginario sull’art rock. E così via, fino all’esperienza anarchica di El Paso, alla scuderia Casasonica, creata da Max Casacci per lanciare nuovi talenti, all’hip hop proposto da La Suite. Realtà piccole, rese più forti dalla crisi delle multinazionali, che pare senza rimedio.
Diffusa anche la pubblicazione in proprio (il bollino Siae da applicare su ciascuna copia destinata alla vendita costa 0,0310 euro); molto importante un distributore nazionale come Venus, Self, Audioglobe, Goodfellas, Wide o Edel.
Una volta pronto il disco, per chi abbia intenzioni pop è indispensabile un singolo con video da proporre a Mtv, All Music, QUOOB e da spingere su Myspace e Youtube, con investimento indicativo di 1500 euro. Serve anche qualcuno che trovi concerti a livello nazionale. Con percentuali variabili sul cachet, un’agenzia tesse la tela dei rapporti con locali e festival. Dall’internazionale Concerti & Produzioni alla sotterranea Triciclo, il panorama cittadino è multistrato.
Qualcuno arriverà a campare di musica, almeno per certi periodi. Tutto il resto è vita quotidiana, degna e appassionata. Quella dei Persiana Jones, oltre mille concerti, una propria etichetta e ancora il lavoro alle Poste e all’Ikea; dei Fratelli Sberlicchio, il cui bastard pop nasce beffardo nello studio del leader Max Bellarosa. E’ Lalli, che vince la Targa Tenco e lavora alla Regione, oppure Principe, il rapper operaio; sono le mille attività di Mao, uomo di spettacolo e cineasta in attesa di un nuovo disco. E poi gli El Tres, sempre in movimento tra progetti multimedia e arrangiamenti per altri, i Petrol che rilanciano Dan, Franz e Ale dopo gli anni con Marlene Kuntz, Fluxus e Sushi, i Fratelli di Soledad che si trovano nel negozio di computer del cantante Bobo. Gli esempi sono infiniti. In certi casi è una scelta: avere uno stipendio libera da condizionamenti artistici. Per altri è necessità di ragazzi sognanti che si scoprono quarantenni con prole. A volte è una zona di transito che porta alla musica come lavoro a tempo pieno; condizione di solito raggiunta attraverso un collage in cui a dischi e concerti si sommano lezioni, dj set, consulenze e progetti paralleli. Una terza via che centinaia di studenti e precari provano a percorrere a Torino, come in tutte le città europee, per impulso creativo e divertimento, come pure per la necessità di inventarsi un futuro.
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13/12/2007 – www.musicboom.it
I chirurghi plastici del pop italiano Andrea Erra |
Sulla scena da un decennio i Fratelli Sberlicchio sono i pionieri italiani del bastard pop, derivazione del mash-up, che consiste nel sovrapporre ad un brano parti musicali prese da altri brani o nel rifare il testo del pezzo.
Nella pratica dei Fratelli Sberlicchio il risultato è un percorso che tocca brani appartenenti ai generi musicali più lontani (in Mesh Up si spazia dalla dance dei Blue alla tradizione di Sarracino), rielaborandoli musicalmente a partire da una solida base ritmica (Resta in ascolto e Barbie Girl) e infarcendola di citazioni illustri (una per tutte: Marylin Manson in El Diablo, a voi ascoltatori scoprire le altre).
I testi invece vengono sostituiti con altri che adottano un punto di vista di “critica sociale” (Il cielo su Torino) o ironico (Too much of heaven).
L’ascolto delle dodici tracce è coinvolgente e divertente, una sorta di caccia al tesoro delle citazioni con cui la band fa il lifting agli originali.
I Fratelli Sberlicchio dimostrano una notevole padronanza tecnica, un’invidiabile coesione e una notevole cultura musicale, grazie alla quale possono sorprendere l’ascoltatore ad ogni brano, mantenendone sempre viva l’attenzione.
Meglio di tante compilation di cover che non vanno oltre un banale riarrangiamento degli originali, Mesh up è un prodotto originale e di valore, da riascoltare più volte per scoprirne tutti i segreti.
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La Stampa – Torinosette 16/11/2007
C’è anche il “bastard pop” dei Fratelli Sberlicchio |
Nell’intensa settimana live dell’Hiroshima Mon Amour (via Bossoli 83), sono presenti anche i Fratelli Sberlicchio, con il loro dissacrante “bastard-pop”. Venerdì 16 (ore 22,30, ingresso a 6 euro), in sala Majakovskij, il gruppo torinese diverte ancora una volta il pubblico locale con un mix di ironia e buona musica.
Va in scena il “Mesh-Up”, la mescolanza di canzoni dai generi più disparati che da sempre caratterizza l’attività dei Fratelli. Ed è anche il titolo del loro terzo album, uscito nel maggio di quest’anno e seguito da un tour estivo lungo la penisola che ha contato 24 date.
Venerdì si ascoltano le “creature” musicali di quel disco e dei precedenti, oltre alle novità intervenute da agosto in avanti, finite tutte sotto forma di video: prima “Parlami d’amore remix” che prende in prestito il successone dei Negramaro; poi “Cambio posizione” (da “Cambio direzione”, di Francesco Renga, che ha inserito il video dei nostri nella sua pagina Myspace); “Il badile” (da “+ Stile” di J-Ax & The Styles). In questi giorni stanno ultimando la loro versione de “La glaciazione” dei Subsonica.
Il concerto all’Hiroshima degli Sberlicchio vede inoltre il debutto ufficiale sul palco, in veste di cantante, di Jason, già cubista di Turymegazeppa nonchè ballerino del tour estivo dei Fratelli.
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02/11/2007 – www.ninjamarketing.it
Fratelli Sberlicchio: Parodie d’autore Korura |
Il termine parodia deriva dal greco para odé e significa “cantare accanto”.
È considerata una trasposizione, una distorsione, in genere con finalità comico satiriche, di un testo (nel senso semiotico del termine) al fine di manipolare e stravolgerne il significato rendendolo in forma peggiorativa. Il risultato, beffardo e ironico, ha effetto dissacratorio e memorabile.
La parodia si rinviene tanto nella letteratura quanto nel teatro, nella musica e nel fumetto di ogni tempo e perlopiù si tratta di forme cosiddette “colte” associate, in senso lato, ad un atteggiamento critico nei confronti di situazioni e tematiche più o meno serie.
In tempi recenti è impiegata anche come mezzo di denuncia di fenomeni sociali e di aspetti della società contemporanea (esempio di questo tipo può essere considerata la produzione musicale di “Elio e le storie tese”) ma non solo: persino il panorama pubblicitario è ricco di casi di successo (come non ricordare, a tal proposito, il video spoof di Beck’s “Viagra o Zabaione?”?).
Insomma, anche laddove la parodia non ha finalità contestative ma, apparentemente, di puro divertimento, non è mai fine a se stessa: può diventare, infatti, un ottimo prodotto commerciale e, al contempo, di self-marketing.
È questo il caso del gruppo “I Fratelli Sberlicchio”, una band torinese - pioniera in Italia del genere bastard-pop - che spopola in Rete.
I video dei loro pezzi, esasperazione parodistica di brani noti, sono dei veri tormentoni e, come immaginabile, si propagano con effetto virale spontaneo e massiccio, in taluni casi riuscendo ad attecchire persino negli spaces dei beffeggiati.
Come a dire… non tutti i mali vengono per nuocere.
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Torino Magazine - ottobre 2007
Indovina chi viene a cena |
PAOLO SCAPPAZZONI
Nato a Rivoli nel ’75, si innamora dei tamburi all’età di 14 anni. Il suo percorso musicale comincia con Cristiano dei Perturbazione, con cui forma il primo gruppo, i Bribe. Ha fatto parte di diverse band piemontesi tra cui gli Arturo (popolare h/c band) e l’hardcore dei ‘Crunch’; nel 2005 approda nella combriccola dei Fratelli Sberlicchio, gruppo torinese nato nel 1998. Il filo conduttore che caratterizza il percorso artistico della band è l’ironia, utilizzata per reinterpretare i tormentoni degli anni ’80. Nel 2001 esce il disco d’esordio: ‘Mucche Pazze’; seguiranno ‘Discodelirio’, nel 2005 , e ‘Mesh Up’, nel 2007. Nasce il bastard pop, genere nato nella scena musicale inglese, che miscela canzoni più o meno famose in maniera innovativa; in Italia, i Fratelli Sberlicchio diventano i pionieri di questa sperimentazione. La band: Gianluca Marino (voce); Franco Rubino (voce); Cristina Visentin (voce); Max Bellarosa (chitarra); Jeky Varlese (basso); Paolo Scappazzoni (batteria); Enrico Allavena (trombone).
Piatti preferiti?
“Sono un carnivoro: il mio piatto preferito è il filetto ai funghi porcini di Giaveno; seguono, nella mia classifica di gradimento, le crespelle di magro, ricotta e spinaci gratinati con besciamella e i flan di asparagi con salsa di parmigiano o quelli di carciofi con salsa d’acciughe. Sono specializzato nell’arte bianca: mi piace preparare i dolci ma non mangiarli.”
Vini preferiti?
“Per un periodo ho decantato i vini corposi come il Nero d’Avola ed altre etichette siciliane; oggi i miei preferiti sono il Barbaresco e il Dolcetto di Dogliani.”
Ristoranti preferiti?
“La trattoria Tripoli di Venaria, che frequento spesso; a Rivoli c’è il Nazionale, dove si possono gustare impareggiabili tagliolini ai funghi e un’ottima carne alla tartare con rosso d’uovo, senape, olio, limone, sale e pepe. Al ristorante Quattro Soldi, in corso Castelfidardo a Torino, la pizza è ottima.”