B. a Mozzano - 07/07/2007
Foto: Jessica
Foto: Jessica
Ciao a tutti!
Rieccoci qui a scrivervi tra una data e l’altra del tour estivo…
Tour che ci sta dando soddisfazioni e molte emozioni e ci sta facendo fare su e giù per la penisola!
In questo breve intervento vi segnaliamo due cose:
1) Sono state inserite in Rassegna Stampa le prime recensioni su Mesh-up!
2) Nei prossimi giorni aggiorneremo anche la sezione Concerti, dove aggiungeremo anche le date di agosto e settembre…
Vi consigliamo di tenere d’occhio la sezione Concerti, perchè questa per noi sarà un’estate molto intensa e ce ne andremo ancora in giro per un bel po’!!!
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19/06/2007 - www.rockstar.it
I Fratelli Sberlicchio portano dal vivo il bastard pop Fabrizio Galassi |
Da Maggio è nei negozi l’ultimo album della band torinese Fratelli Sberlicchio, un settetto che ha fatto delle cover la propria arma vincente, plasmandole, mischiandole, avvicinando stili e autori differenti, diventando il primo gruppo a realizzare Bastard Pop (genere conosciuto anche come Mash Up o Bootleg Remix).
L’album si intitola “Mesh Up”, con la E a sdrammatizzare il tutto, per non prendersi troppo sul serio rimanendo fondamentalmente degli ‘sberliccatori’, coloro che fanno dello sberlicché (in dialetto ‘leccare in modo buffo’) uno stile di vita oltre che un genere musicale.
“Il fatto è che siamo musicisti un po’ scoglionati” ci spiega il chitarrista Max “Ognuno di noi ha suonato con tantissimi gruppi, per tantissimi anni, poi ci siamo ritrovati insieme a suonare un po’ di cover e immediatamente abbiamo capito che potevamo fare delle cose più particolari della semplice riproposizione”.
Come scegliete i brani.
“Di solito sono quelli che ci martellano, quelli in alta rotazione, i classici tormentoni; li prendiamo, li ascoltiamo nuovamente e poi la cosa più difficile, quella che ci piace di meno: li dobbiamo imparare. Ma sappiamo che a fine trattamento verrà fuori un bel brano bastard pop”
Quando suonate dal vivo il pubblico come reagisce?
“Di solito rimangono un po’ scioccati, li vedi che si domandano ‘Ma cosa fanno questi?’.
Poi piano piano entrano nello spettacolo anche grazie ai nostri cambi di costume. Per questa estate, infatti, abbiamo organizzato i concerti come Clinica della Musica con un chirurgo plastico e un parrucchiere con i quali facciamo il restyling ai brani”.
All’interno di “Mesh Up” è possibile ascoltare “The Beautiful People” di Marilyn Manson sotto la linea melodica di “El Diablo” dei Litfiba, oppure “Laura non c’è” di Nek appoggiata senza tante storie su “Inside All The People” dei Planet Funk fino a Laura Pausini che canta la sua “Resta In Ascolto” facendo il verso ad Amy Lee degli Evanescence durante “Bring Me To Life”.
Ma ci sono anche degli adattamenti di solo testo come è avvenuto con i loro amici Subsonica che hanno acconsentito a far diventare “Il Cielo Sopra Torino” una canzone di denuncia contro i lavori nella capitale piemontese ‘I Cantieri Su Torino’ della quale hanno realizzato il video.
Di seguito la descrizione che Max ci ha fatto di quattro brani presenti in “Mesh Up”.
El Diablo
Ecco il primo esempio di mash up o sovrapposizione. Per realizzare questa track sono stati utilizzati due brani ben lontani tra loro, non solo per la distanza in km che separa i rispettivi autori, ma anche per la apparente differenza musicale tra i due. Stiamo parlando di “The beautiful people” di Marilyn Manson su “El Diablo” dei Litfiba.
Del suddetto brano è stato anche realizzato un clip di prossima uscita.
Bella D’Estate
Per questa song ne sono stati utilizzati addirittura 3 di brani!
Si tratta di “Freestyler” di Bomfunk MC, “Profondo Rosso” dei Goblin e “Bella d’estate” di Mango.
Il risultato è assolutamente d’effetto ed il brano già dal titolo candidato ad essere il singolo dell’estate!
Il Cielo Su Torino (I Cantieri Su Torino)
Anche i concittadini Subsonica sono caduti nella “trappola” dei Fratelli: la loro celebre “Il cielo su Torino” diventa ”I cantieri su Torino”: canzone /documento che racconta i disagi subiti dai torinesi durante il periodo olimpico a causa dei 1350 cantieri aperti per l’occasione in città.
Dopo la sua pubblicazione in rete il brano è diventato un vero cult totalizzando oltre 80.000 download di cui 11.000 durante la prima settimana di presenza on line, questo grazie anche al quotidiano La Stampa che alla canzone ha dedicato addirittura un’intera pagina in nazionale. Del brano è stato realizzato un videoclip tutt’ora scaricabile dal sito di MTV oltre che da Youtube e da vari altri siti..
Too Much Of Heaven (Too Much of Metro)
Ennesimo tormentone degli Sberlicchio! Sulle note di “Too Much Of Heaven” degli Eiffel 65 nasce il brano dedicato alla metropolitana Torinese.
La città sabauda ha atteso addirittura 30 anni per vedere la realizzazione della prima e per ora unica linea della metropolitana, da qui nasce l’idea di scrivere un testo in cui diversi personaggi del quotidiano cittadino esprimono la loro opinione in merito…
La canzone è diventata un vero e proprio tormentone telematico e di recente la si è potuta ascoltare sulle frequenze di svariate radio tra cui anche Radio Deejay ed in particolare all’interno della seguitissima trasmissione Sciambola!
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Recensione Mesh-up- 2007
www.mtv.it |
Mesh up con ironia, ovvero bastard pop, l’arte di mescolare brani molto conosciuti allo scopo di creare un effetto straniante, spiazzante e decisamente divertente. Questo fanno i Fratelli Sberlicchio, l’ensemble torinese nato nel 1998 e che con “Mesh Up” è arrivato al terzo Cd (dopo “Mucche Pazze” del 2001 e “Discodelirio” del 2005). L’album raccoglie le ardite alchimie musicali realizzate della band negli ultimi anni, a volte già ascoltate in programmi televisivi e radiofonici. Si va dal successone “I Cantieri Su Torino”, che sulla base di “Il Cielo Su Torino dei” dei Subsonica racconta i problemi del traffico urbano, a una versione ska-dance di “Blue” degli Eiffel 65, alla fenomenale “Bella D’Estate” di Mango condita con “Freestyler” dei Bomfunk Mc’s e le note di “Profondo Rosso”. Avete mai pensato a una rivisitazione thrash metal di “Sarracino” di Renato Carosone? A “El Diablo” dei Litfiba annunciata dal fischio dei cowboy di Ennio Morricone e disturbata da “The Beautiful People” di Marilyn Manson? A “Con le mani” di Zucchero accompagnata da Joe Cocker, Neffa e il “Telegattone”? I Fratelli Sberlicchio sì: fa ridere solo a pensarci, figuriamoci ad ascoltarli, questi mesh up.
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Recensione Mesh-up - 2007
www.rockshock.it - Guido Rolando |
Irriverenti, divertenti, scatenati, fantasiosi, irresistibili. Sono i Fratelli Sberlicchio e fanno suonando quello che i 2ManyDjs fanno con i piatti, ovvero mesh-up.
Mischiano due o tre pezzi che apparentemente non c’entrano niente l’un con l’altro, generando stupore e divertimento, contaminazioni inedite e spiazzanti.
Insomma: questo è il bastard-pop, genere che ha preso le proprie radici – manco a dirlo – dalla scena dance inglese.
I Fratelli Sberlicchio nascono a Torino nel 1998 e fin dagli esordi seguono un filo conduttore chiaro e ironico: esorcizzare la banalità dei tormentoni, un po’ anni 80 per intenderci, attraverso contaminazioni e reinterpretazioni.
Il risultavo, indubbiamente piacevole, è che i brani in questione vengono plasmati, meticciati, sporcati fino a raggiungere un’identità nuova, diversa, autonoma.
E i ragazzi piemontesi si conquistano sul palco, un’esibizione dietro l’altra, un buon consenso grazie alla cura dimostrata con cambi di atmosfere, travestimenti colorati e provocatori: il live diventa subito la loro dimensione primaria.
Parallelamente crescono le proposte discografiche: nel 2001 esce il primo Mucche Pazze; nel 2005 è la volta di Discodelirio e ora tocca a Mesh up, che sin dal titolo manifesta le sue intenzioni.
E così basta premere play e in ciascuno dei dodici brani incisi l’ascoltatore viene sottoposto ad un gioco divertente e simpatico: indovinare i titoli dei brani sapientemente re-interpretati dai Fratelli Sberlicchio e riuscire a stupirsi di come, ad esempio, la base musicale di The beautiful people di Marilyn Manson si presti sorprendentemente alla linea vocale di El Diablo di Piero Pelù.
Oppure scoprire come la base musicale di Inside all the people dei Placet Funk si mescoli così bene alla linea melodica di Laura non c’è di Nek.
O ancora accorgersi di come il tormentone degli Evanescence Bring me to life si unisca in proficuo matrimonio canoro con la voce della nostranissima Laura Pausini di Resta in ascolto.
Infine mi piace segnalare la canzone I cantieri su Torino, rilettura del pezzo dei Subsonica Il cielo su Torino, dedicata ai numerosi cantieri aperti nel capoluogo piemontese in occasione delle scorse olimpiadi invernali.
Impossibile arginare la cascata di pop-ibrido dei Fratelli Sberlicchio, a cui va il merito di aver portato la pratica del mash-up dalla consolle al palco.
C’è da scommetterci che ogni loro concerto è una festa. Non vediamo l’ora di parteciparvi anche noi.
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Recensione Mesh-up – 14/06/2007
www.gufetto.it - Francesco Musolino |
I brani di non sono semplici cover o medley, ma sono esempi di “Bastard-Pop”: unire due canzoni diverse e frullarle insieme…
Terzo album per i Fratelli Sberlicchio, pionieri italiani del Bastard-Pop che con “MESH-UP” producono inedite combinazioni fra testi e musica, creando un prodotto che inizialmente spiazza ma fatalmente conquista con i successivi ascolti.
L’allegro e coinvolgente Ska si mescola alle dure sonorità Hard-core con effetti sorprendenti (come in “Sarracino”) e in un corto circuito mentale i ritmi si mescolano l’uno con l’altro mentre si cerca di indovinare quali sono i brani che la band re-inventa.
I brani di “Mesh-Up” non sono semplici cover o medley, infatti con molta ironia e rispetto dei vari pezzi musicali, i Fratelli Sberlicchio dimostrano, ad esempio, come la base di “Inside All The People” dei Planet Funk si possa mescolare con “Laura non c’è” di Nek o come “Bring Me To Life” degli Evanescence si possa fondere con “Resta in ascolto” di Laura Pausini, con effetti sorprendenti.
Nelle ultime tre tracce del Cd la band si concede maggiore libertà creativa. Sulle basi dei Blue o dei Subsonica, con intonazioni tipicamente piemontesi, creano testi divertenti che potrebbero essere futuri tormentoni estivi.
Non a caso il cd è stato presentato su Radio DeeJay, durante la trasmissione di successo “Sciambola!”.
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Recensione Mesh-up – 11/06/2007
www.diradio.it - Flavio Bilato |
La band torinese torna a divertirsi e divertirci proponendo soluzioni nuove a canzoni già conosciute.
I fratelli Sberlicchio non sono nuovi a questo genere di miscuglio pop-rock; prendono un pezzo e lo mischiano abilmente ad un altro pezzo, sfumando ancora con altre citazioni di altri pezzi, insomma un collage ben sistemato.
Vediamo in un breve dettaglio. Cominciamo dal titolo: “Mesh up”, linguaggio proprio del parrucchiere per indicare quelle striature e quelle intermittenze del colore dei capelli, classico femminile, e le canzoni riproposte sono proprio con le mesh. Anche la copertina del disco ci riporta al barbiere, ricordando quel cavallino sistemato davanti alla poltrona di taglio per tenerci buoni da piccoli (quanti ricordi).
Si apre il cd con “Blue”: inizia come la classica e conosciuta ritmica da discoteca per arrivare al rock quasi punk, per poi rimembrare la kissiana “I was made….”.
Ancora un travestimento rock si ritrova in “Resta in ascolto” (preso in prestito alla Pausini).
Poi arriva l’atmosfera dei Goblin e della loro “Profondo Rosso” a rendere diversamente bella la “Bella d’estate” di Mango, un po’ reppata un po’ elettronica e un po’ screcciata.
La storica “Sarracino” del mitico Carosone all’inizio sembra non avere mescolanze rock, ma subito si rimane schiacciati da un battente hard rock a volte mescolato a sonorità balcaniche.
I titoli scorrono, sempre nell’intento di farci indovinare i nomi dei vari testi e delle musiche stravolte ma non troppo (una specie di esamino Rock, un “Rischia Tutto” moderno).
Tra tutte assolutamene da segnalare è “Baratto” di Renato Zero, ritmo velocissimo e buona energia del cantante dei Sberlicchio.
Verso la fine del cd si incontrano altre tracce di matrice diversa dalle precedenti: si trovano due musiche già conosciute rispettivamente dei Subsonica e degli Eiffel 65 con l’aggiunta di testi scritti dai Fratelli Sberlicchio, testi di denuncia nei confronti dei cantieri sempre aperti della loro amata Torino e sulla Metro.
Fuori dal gruppo l’ultima traccia “Grigio Torino” scritta dai Fratelli Sberlicchio e da Mao ed interpretata da quest’ultimo.
Un cd divertente!
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Recensione Mesh-up – 04/06/2007
www.rockit.it - Christian Amadeo |
Per la serie: come rendere piacevoli canzoni che non si riescono a digerire nelle versioni originali. E’ lo spirito che anima il fare musica dei Fratelli Sberlicchio, gruppo torinese in pista da quasi dieci anni, alle prese con il terzo album dal titolo “Mesh up”.
L’idea è carina e suscita forte curiosità: prendere un brano, quasi sempre dal pop o dal rock molto melodico e trasformarlo totalmente, secondo il verbo del “bastard pop” dei Fratelli piemontesi. La curiosità risiede nel fatto che a rifare le versioni sono musicisti in carne ed ossa e non dj alla consolle, come normalmente avviene nel dancefloor. La Pausini vi crea problemi di stomaco? Ascoltatela in chiave metal dall’orientamento gothic. Come se al trattamento rigenerante ci fossero i Lacuna Coil. Le canzoni di Mango vi sembrano troppo melodiche? Mettete la traccia numero tre di questo disco e ballatela al ritmo drum’n'bass, in freestyle (ed attenti alle allucinazioni da Profondo Rosso…). E se Nek cantasse nei Planet Funk cosa succederebbe? Suonerebbe come nella “Laura non c’è” dell’album in questione, probabilmente.
Grandi amori musicali degli Sberlicchio sono l’hardcore punk e lo skacore. Con queste sonorità ridanno colore a “Sarracino” di Carosone (occhio alle liriche: “Na rossa che ha arrubato anema e hard-core”…), “Barbie Girl” degli Aqua (”C’mon Barbie, lescoparti!”) e “Baratto” di Renato Zero. “Con le mani” di Zucchero assume i connotati di “You can’t leave your hat on” in versone hard, mentre è uno spasso ascoltare “El diablo” dei Litfiba suonata da Marilyn Manson/Fratelli Sberlicchio, con antenne puntate verso i lidi di Ennio Morricone. Il trittico finale del disco vede lo zampino del gruppo farsi più personale: mentre nelle prime nove tracce i testi rimangono pressoché identici agli originali, in “Il cielo su Torino” (Subsonica) e “Too much of heaven” (Eiffel 65), riscrivono totalmente il testo, trasformandoli in demenzial-denunce su cantieri sempre aperti e mezzi di trasporto innovativi (?!). L’ultima canzone è “Grigio Torino”, scritta e cantata con il collega Mao. Qui è tutto originale, ma non convince appieno. Meglio le riletture “meshate” in stile Sberlicchio.
E’ un disco divertente questo collage di suoni, da gustare soprattutto dal vivo, trovando sul palco musicisti di lunga esperienza e di tecnica strumentale ineccepibile. Come tutti i dischi divertenti, ironici e privi di brani originali, ha il rischio di poter divertire al primo ascolto e stancare in fretta. Ma ascoltarlo qualche volta ne vale la pena, soprattutto nelle giornate grigie e dall’umore nero.