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Recensione Mesh-up - 2007
www.babylonmagazine.net - Riccardo Maffiodo
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“Mesh Up” è, per la band piemontese, il fatidico terzo album, quello che è considerabile la prova del 9 per qualunque band. Per tagliare questo traguardo decidono di cambiare qualcosa rispetto ai due lavori precedenti, dando alle stampe un disco di mesh up. Ma cosa sono i mesh up? Semplice, sono quelle song formate unendo insieme due o più song che “suonano sovrapposte”. E’ un fenomeno musicale in auge da un paio d’anni, per il quale sono stati addirittura organizzati, in Europa, dei festival appositi. Spesso, il risultato di questi esperimenti è fenomenale, e riesce a conferire a brani di partenza un pochino scialbi, un tiro e un groove mai sperato. Ed ecco che, dopo le deliranti e divertentissimi “cover” rivedute e corrette dei precendeti due lavori, i nostri dimostrano di saperci fare alla grande anche con i mesh up, tirando fuori dal cilindro un terzo disco davvero meritevole. Nek vine mischiato coi Planet Funk, la Pausini diventa praticamente i Lacuna Coil, gli Aqua con Renato Zero i Litfiba con Marilyn Manson e via discorrendo, fino ad arrivare alle tre canzoni finali che rappresentano un miniconpet all’interno dell’intero album. Queste 3 songs, infatti, sono state fatte per denunciare delle situazioni di Torino che sono davvero SCANDALOSE (se viveste anche voi qui capireste da soli). Le prime due sono, in pratica, canzoni di Subsonica ed Eiffel 65 riarrangiate e con testi riscritti all’uopo, mentre la terza rappresenta una canzone inedita scritta in collaborazione con Mao. Il risultato, alle mie orecchie, non è sembrato il meglio del meglio della produzione Sberlicchio, meglio le versioni meshate,anche se bisogna ammettere che ciò che i nostri denunciano in questi tre pezzi sono cose vere ed importanti. Tirando le somme, I Fratelli Sberlicchio tagliano il traguardo del terzo disco con la testa alta, dimsotrando di saperci ancora fare alla stragrande. 100 di questi album!
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